I Cenacoli

Cenacolo di Aprile 2025

Pier Giorgio Frassati, il tempo libero

Carissimi, mentre continuiamo il tempo quaresimale vediamo già all’orizzonte la grande festa di Pasqua. In questo mese, proseguendo la conoscenza del futuro santo Pier Giorgio, entriamo ancora un po’ nella conoscenza della sua vita attraverso il modo in cui ha vissuto il tempo più prezioso, che è il tempo libero e di festa. Nel Volo Vera troverete già tutti gli orari delle celebrazioni pasquali e anche il programma dell’appuntamento di “Quando si ama davvero” che ci introdurrà nel tempo estivo, dove incontreremo il Vescovo ausiliare di Torino mons. Alessandro Giraudo. Ricordo, inoltre, l’incontro/ritrovo di tutti i volontari e collaboratori della parrocchia per la sera dell’11 maggio. Buon incontro!                                                                                                                    don Alessandro

Iniziamo con il Segno di croce. Lasciamo almeno un minuto di silenzio per entrare nella preghiera.

INNO – Verso l’alto

Cerco solo Verità per poterTi amare e non vivere a metà le giornate mie. 

Perché meglio di così non potrebbe andare se il futuro resta lì nelle mani Tue. 

E trovare ogni mattina dentro il Pane la presenza Tua mio Dio e respirare un «così sia», è aprire la via… 

Verso l’alto, controvento, salgo dal tempo all’eternità. 

Passo dopo passo, con un sì mi arrendo al tuo Amore che vita mi dà. 

Verso l’alto, verso l’alto, ora, verso l’alto, ancora. Verso l’altro, verso l’altro, ora, ancora… 

Tu sei luce dentro il pianto di chi non ha niente, con chi soffre io rallento perché Tu sei lì. 

La fatica, sì, la sento ma sei sorprendente: negli amici e nella gente io ritrovo Te. 

Ed in chiesa ogni mattina ad ascoltare la Parola Tua, mio Dio, da respirare, da cantare nel mondo perché… 

Verso l’alto, controvento, salgo dal tempo all’eternità. 

Passo dopo passo, con un sì mi arrendo al tuo Amore che vita mi dà. (bis)

Verso l’alto, verso l’alto, ora, verso l’alto, ancora, verso l’altro, verso l’altro, ora, ancora… 

Verso l’alto, controvento, salgo dal tempo all’eternità. 

Passo dopo passo, con un sì mi arrendo al tuo Amore che vita mi dà. 

Verso l’alto, verso l’alto, ora, verso l’alto, ancora, verso l’altro, verso l’altro, ora, ancora… (bis)

Nell’Amore che vita ci dà (verso l’alto ora). 

Dalla libro dell’Esodo (Es 12,1-14)

Il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d’Egitto: «Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: “Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne. Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare. Non lo mangerete crudo, né bollito nell’acqua, ma solo arrostito al fuoco, con la testa, le zampe e le viscere. Non ne dovete far avanzare fino al mattino: quello che al mattino sarà avanzato, lo brucerete nel fuoco. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore! In quella notte io passerò per la terra d’Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d’Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell’Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d’Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne.                                                                                         [Parola di Dio]

Spiritualità di Pier Giorgio: il tempo libero e festa.

Con forme e sfaccettature diverse, assistiamo a un certo “ritorno del sacro”, con il contemporaneo calo delle vocazioni sacerdotali e religiose e lo svuotamento delle chiese che sta avvenendo in alcune parti del mondo: non siamo dunque di fronte a un ritorno al passato, ma all’emergere di un nuovo paradigma di religiosità, descritta come poco istituzionalizzata e sempre più “liquida”, segnata da una radicale varietà di percorsi individuali anche tra coloro che si dichiarano appartenenti alla stessa confessione […]. L’insoddisfazione per una visione del mondo puramente immanente, veicolata dal consumismo e dal riduzionismo scientista, apre il campo alla ricerca del senso della propria esistenza attraverso itinerari spirituali di varia natura. (Instumentum Laboris Sinodo 2018)

 Itinerari, questi, spesso riconducibili a un privato “fai da te”. Molti altri, poi, spostano le pratiche religiose e spirituali dall’ambito della risposta a Dio nella fede a «quello delle opzioni per il tempo libero: in ciò emerge l’aspetto di scelta personale, ma risulta chiaro che tali pratiche vengono poste in evidente concorrenza con molte altre alternative» (Instumentum Laboris Sinodo 2018).

Pier Giorgio è non solo un gigante della vita spirituale laicale, ma è addirittura profetico in un aspetto particolare enfatizzato dalla secolarizzazione: l’intreccio tra pratica religiosa e le scelte del tempo libero. Per Pier Giorgio non esisteva che un’unica sorgente della gioia, la fede in Gesù Cristo, che riusciva a sperimentare e a gustare tanto nella partecipazione alla vita sacramentale e nella preghiera quanto nelle svariate attività del tempo libero, la passione per la montagna prima fra tutte. 

Scrive ancora Pier Giorgio all’amico Franz Massetti: […] Ho saputo che tu vuoi recitare per il Circolo e perciò, benché non molto adatto ho deciso prima di andare in montagna, di dove non si sa se si ritorna (esagerato!) di inviarti questa epistola affinché tu mediti se qualche ragione ho pure io. […] Lascia ad altri che possono buttare via il prezioso tempo, a te non conviene prendere impegni quest’anno, anch’io avrei bisogno di simile predica perché sempre combino più di quello che non riesco a fare, ma un’altra volta sono pronto e sarò sempre pronto a ricevere tutti i moniti che mi vengono dai miei amici […]

È stupefacente lo sguardo semplice e immediato con cui Pier Giorgio considera il divertimento, le diverse forme espressive, la compagnia degli amici, lo sport, non solo sempre alla luce della fede, ma come autentica esperienza di fede, che innerva e alimenta ogni altra attività umana, anche e soprattutto quelle apparentemente meno correlate con la vita spirituale. 

E invece no: Pier Giorgio è credente e celebra la sua fede sia quando è inginocchiato in adorazione dell’Eucaristia sia sulla vetta di una montagna, quando prega il rosario, sia quando fa scherzi agli amici. Allo stesso tempo riconosce che la scelta di cosa fare nel proprio tempo libero non può essere slegata da un serio discernimento della propria vita, e per questo se la prende, bonariamente, con l’amico Franz Massetti che aveva scelto di iscriversi a un circolo teatrale. 

Pier Giorgio vive in comunione con Cristo sempre, in ogni istante e circostanza della quotidianità di un giovane: è questo il suo fascino straordinario! Confrontiamoci ancora con la sua vita, approfondiamo la sua fede, alla luce delle sfide culturali in cui siamo immersi. Alla trama della nostra ricerca vocazionale non mancherà la concretezza e lo spessore della vita vera. All’ordito spesso opaco e pesante dei nostri giorni, non mancherà il senso profondo e pieno della gioia, che solo il Vangelo ci può offrire.

Riflessione (lasciare almeno 10 minuti di silenzio) e condivisione: Cosa mi ha colpito di ciò che ho letto? Come vivo il mio tempo libero? Mi rendo conto che è un tempo prezioso e che deve essere armonizzato con il resto della mia vita? So scegliere per il bene anche quando non ho occupazioni particolari? Cosa mi piacerebbe approfondire? Cosa mi piacerebbe si realizzasse nel nostro paese? Di cosa rendere grazie?

Decina del rosario: Padre nostro (insieme), 10 Ave Maria con intenzioni e Gloria al Padre.

  Preghiamo insieme con la preghiera del buon umore di San Tommaso Moro: 

Dammi o Signore, una buona digestione
ed anche qualcosa da digerire. Dammi la salute del corpo,
col buonumore necessario per mantenerla.

Dammi o Signore, un’anima santa,
che faccia tesoro di quello che è buono e puro,
affinché non si spaventi del peccato, ma trovi alla Tua presenza
la via per rimettere di nuovo le cose a posto.

Dammi un’anima che non conosca la noia,
i brontolamenti, i sospiri e i lamenti,
e non permettere che io mi crucci eccessivamente
per quella cosa troppo invadente che si chiama “io”.

Dammi, o Signore, il senso dell’umorismo,
concedimi la grazia di comprendere uno scherzo,
affinché conosca nella vita un po’ di gioia
e possa farne parte anche ad altri.

Segno di croce che conclude la preghiera.